CONCORSO LEARN BY WRITING: RELATOS SALVAJES

C’è l’imbarazzo della scelta: tra vendette collettive, mafiosi a cui viene dato il ben servito, risse tra automobilisti selvaggi, ingegneri che diventano bombaroli e spose che vanno fuori di testa, “Storie pazzesche” ha tutti gli elementi per entusiasmare e stupire con originalità, attraverso una regia perfettamente curata e uno sguardo sempre divertito verso questa carrellata di “mostri” contemporanei alla Dino Risi.
Come di consueto, vi chiediamo anche stavolta di partecipare al nostro contest postando un commento sul film visto ieri all’Odeon. In particolare, diteci quale delle sei storie vi è piaciuta di più e perché.
Vi ricordiamo inoltre che il Learn va in pausa per una settimana, ci rivedremo lunedì 11 maggio per Whiplash.
Hasta luego!

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4 risposte a "CONCORSO LEARN BY WRITING: RELATOS SALVAJES"

  1. La storia della festa di matrimonio bellissima. Forse non tanto per la storia stessa ma per l’attrice Erica Rivas, una attrice allucinante (la sposa). Vi consiglio di vederla in qualche puntata della versione argentina del telefilm statunitense “Married with children” (Casados con hijos). Lei fa Maria Elena Fuseneco, la vicina pazza.
    La storia della autostrada tra Salta e Cafayate è anche bellìssima.
    Attori argentini dei migliori.

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  2. Bombita numero uno. Le vendette istituzionali sono le migliori, quasi quasi…eheh. E poi suvvia la puntualità è decisamente sopravvalutata. Dedicato alla morosa stanca dei miei soliti 20 minuti di ritardo. E che devo dire io dei suoi 10 giorni? E se la prende sempre con me assurdo…

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  3. “Quanta vendetta!” verrebbe da pensare all’uscita del cinema, ma ad un’analisi più attenta il sentimento che accomuna animali “salvajes” ed esseri umani è l’istinto. L’istinto di far del male a chi ce ne ha fatto, in modi e tempi diversi. I racconti e i rancori narrati nel film hanno durata diversa: il pilota ha serbato rancore per tutta la vita, la cameriera per il padre, l’ingegnere da quando è diventato membro “attivo” della società, il ricco padre dal momento in cui gli è palese quanto chi gli sta vicino voglia sfruttare la sua fortuna, la sposa novella nel giorno stesso del suo matrimonio. Sono molte le scene allo specchio in cui i protagonisti fanno i conti con il loro riflesso pensando a qualcosa che in realtà hanno già deciso da tempo. Il racconto che ho trovato più cruciale ed empatico è quello dell’ingegnere Bombita. La sua posizione è facilmente condivisibile perché si tratta di un cittadino che si vede attribuito questo epiteto senza però ritrovarvi una corrispondenza totale: la sua qualifica dovrebbe comprendere diritti e doveri ma gli vengono continuamente e pressantemente imposti solo i secondi. Il crollo emotivo è inevitabile per chi è particolarmente sensibile alla propria posizione nel mondo e si rende conto della differenza tra quello che il sistema gli propina come idea di giustizia e la giustizia che è davvero in grado di fornire. I cavilli burocratici e giuridici sono due dei punti più critici del nostro sistema sociale e vengono trattati in due racconti con un realismo discreto e pacato. Il riscatto, seppur illusivo, arriva per l’ingegnere e per il padre ricco. Il primo estremizza la sua nevrosi mettendo in atto un’azione concreta che lo porterà ad accattivarsi la simpatia delle altre migliaia di cittadini repressi, il secondo piega la legge a suo favore nel momento in cui riesce a mettere da parte i sentimenti e a riprendere le redini della situazione. La simpatica sposina impersona un po’ l’anima di ogni donna innamorata che abbia avuto una delusione, cerca inizialmente di usare strumenti ordinari come avvocati e social network ma alla fine saranno gli isterici comportamenti istintivi consumati a breve termine e lo sguardo del nuovo compagno di vita che la renderanno più forte e capace di superare e vincere il dolore.

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