CONCORSO LEARN BY WRITING: MOMMY

Ci avviciniamo alla fine di questa rassegna, lunedì prossimo lasceremo (almeno per quest’anno) il cinema Odeon per trasferirci all’Arena Argentina. Dopo la proiezione di Nightcrawler tireremo le somme di tutti i commenti che ci avete inviato sui film in programma. Passiamo ora a Mommy, splendido film del venticinquenne Xavier Dolan proiettato ieri in una sala gremita: vi è piaciuto? Vi ha emozionato, commosso, annoiato, entusiasmato?
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3 risposte a "CONCORSO LEARN BY WRITING: MOMMY"

  1. Film stupendo,molto introspettivo, che non censura e anzi mette in luce il tema delle malattie mentali che nei giovani vengono viste e classificate(perché fa comodo) con un semplice aggettivo:”iperattività”. l’intelligenza, la creatività, il carisma e il bisogno di amore del protagonista – a volte poco compreso e/o non abbastanza manifestato dalla madre. racchiudono in maniera armoniosa i vari problemi della società, della parte adolescenziale di essa.

    La cosa che più mi ha colpita è senza dubbio il campo stretto delle immagini nelle scene (la maggior parte) più tristi e cupe, e l’allargarsi dello stesso nelle scene che manifestavano felicità e libertà.
    Il regista è un grande genio e la storia mi ha preso tantissimo.
    Grazie ancora per l’opportunità di averlo potuto vedere.

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  2. Ho visto Mommy per la seconda volta, e sono sempre più convinta che sia un capolavoro; ti lascia qualcosa dentro, emozioni forti, difficile da spiegare a parole. Semplicemente fantastico! grazie e complimenti per la scelta.

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  3. Un pugno allo stomaco.

    È difficile dire qualcosa di sensato, perché la storia narrata è caotica:
    Non c’è una distinzione bene/male, non c’è un dualismo giusto/sbagliato, ci sono esseri umani con le loro debolezze e con i loro difetti, i loro sogni e la loro lotta per la sopravvivenza.

    Forse è questo il principale punto di forza del film. Mostra l’essenza dell’umanità in un contesto che non capita spesso di vedere, il confronto con la follia.

    Steve è una vera e propria maschera, oscilla da momenti di esaltazione a momenti di rabbia incontrollata, variando mille espressioni così diverse da sembrare mille volti differenti.

    Molti penseranno “io mi sarei comportato in modo completamente diverso”, oppure “alcune reazioni erano totalmente irreali”, ma qui sta la genialità di Xavier. Il contesto politico nel quale si svolge la vicenda costringe le famiglie a tenere nascosti i disturbi mentali dei parenti, sottoponendosi quindi ad un notevole stress che li rende a loro volta più propensi a sviluppare disturbi. È un preludio ad un’era di follia totale.

    Solo una mente contorta avrebbe potuto partorire un film del genere.
    Mi piace.

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