WRITING CONTEST: ROOM

Conclusasi la prima serata del Learn by Movies 2016, con un’affluenza da record, è il momento di tirare le somme. Stiamo selezionando gli scatti che ci avete inviato per il nostro photo contest (ma siete ancora in tempo per pubblicarne altri, sempre sulla pagina facebook della rassegna), lunedì prossimo sceglieremo il vincitore, a cui regaleremo due biglietti per il cinema Odeon.
Ora è il momento del nostro writing contest: scrivete a commento di questo articolo o nei commenti sulla pagina facebook una breve recensione di Room, visto ieri nella splendida cornice dell’Odeon di Catania.
Vi ricordiamo che, alla fine della rassegna, selezioneremo il miglior commento. L’autore si aggiudicherà due biglietti per l’Odeon, due per il Multisala Alfieri e due tessere per la 38° edizione del Cinestudio, presso il Multisala King.
A voi la parola adesso: parlateci di Room.

room.

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2 risposte a "WRITING CONTEST: ROOM"

  1. Film di grande impatto emotivo, sorretto da due grandissime interpretazioni. La storia del rapimento di una madre e del suo figlio e’ divisa in due parti. Nella parte iniziale si vedono i protagonisti ristretti in una prigione apparentemente senza via di uscita dove cercano di vivere una situazione di apparente normalità e di quotidianità,Il piccolo Jack non conosce nulla del mondo ad eccezione della “stanza”, un posto angusto, in cui è nato e cresciuto. Vive con sua madre, Joy, che è stata rapita dal “Vecchio Nick” sette anni prima mentre andava a scuola e che abusa di lei. Tutto il mondo e’ rappresentato per Jack da quella stanza, non conoscendo il mondo esterno.Ma il bisogno e la spinta verso la libertà spinge la madre ad architettare un piano per cercare di dare una via di fuga al figlio e fuggire.Bellissima la scena sopra il camion con il bambino che cerca disperatamente di scappare dal suo carciere.Ma e’ nella seconda parte, quando i due protagonisti riacquistano la libertà che il film inizia davvero una escalation emotiva.Il bambino si trova proiettato in un mondo e in una realtà che non conosceva e la madre che non riesce piu’ ad ambientarsi tentando pure il suicidio. Ma sarà insieme, aggrappandosi l’uno all’altro che riusciranno a trovare la forza per superare il trauma e tornare alla normalità. Meritato l’Oscar all’attrice Brie Larson.

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  2. Room, una dettagliata analisi del genere umano in 2 ore

    Il film di Lenny Abrahamson narra del rapimento di una giovane ingenua 17enne, Joy Newsome, e della sua prigionia in un piccolo capanno degli attrezzi. I continui abusi subiti regolarmente, scanditi da una sveglia all’orologio da polso che segna quando il rapitore. “Old Nick”. si presenterà alla porta blindata, danno vita ad un bambino che all’inizio del film vediamo aver già compiuto cinque anni. L’opera è essenzialmente scomposta in due parti: La prima parte narra della vita dentro “La Stanza”, analizzando il rapporto simbiotico intellettualmente e fisicamente tra la madre ed il figlio, la seconda parte invece “la vita all’esterno” dopo la riuscita del cavallo di troia escogitato dalla madre per far uscire il bimbo dalla stanza verso la salvezza. Essenzialmente si parla di due mondi che benchè siano superficialmente diversi sono assurdamente paragonabili e simili, ognuno con le sue leggi fisiche, le sue consuetudini, i suoi abitanti ed entità (old Nick non appare come un vero e proprio uomo, ma si vive più come idolo che porta i regali ed il cibo).

    Ciò che impressiona di questo film, secondo il mio gusto, è la crudele descrizione del tempo, dell’abitudine e del distacco. Basta vederlo solo una volta per sentirsi coinvolti dallo sguardo di un “piccolo alieno” vissuto per tutta la sua vita nell’ angusto e limitato pianeta della Stanza, oggettivo osservatore. Chi segue le vicende sul grande schermo è portato a riflettere come gli esseri umani, e dunque lui stesso, siano soggetti a “spalmare il tempo come il burro” tra gli impegni e nei luoghi, a rinchiudersi dentro orari e schemi per lasciarsi andare lentamente all’abitudine senza rendersene davvero conto. L’opera rileva come programmare e progettare il futuro sia parte essenziale della nostra natura e quanta forza e debolezza allo stesso tempo risieda nella nostra capacità di abituarci a ciò che ci circonda, nel bene e nel male. In tutto questo caos di emozioni non si riescono a distinguere i buoni dai cattivi ma si evince quanto il distacco sia invasivo e doloroso: in particolare di Joy da Jack, di Jack dalla Stanza, della madre di Joy e la ragazza, di Joy dalla sua spensierata vita di adolescente. Un film costruito con magistrale cura dei dettagli, coinvolgente ed emozionante come ogni opera d’arte prodotta con criterio. Alla fine del film non ho potuto non chiedermi se non siamo tutti carcerieri e vittime, prigionieri in una grande stanza, schiavi di passi lenti e ticchettio dell’orologio costanti reminder dell’appuntamento con le nostre sgradevoli abitudini.
    Una gradevolissima abitudine però continua ad essere il Learn by Movies.

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